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DOC MONTEPULCIANO D'ABRUZZO
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Il Montepulciano d'Abruzzo doc
Cenni storici
L'uva "Montepulciano" è presente in Abruzzo da tempo immemore, ma è solo dal XXVII secolo che si inizia a chiamare quest'uva con il suo attuale nome.
L'origine dell'uva sembra essere comune alle altre tipologie a bacca nera del meridione, tutte chiaramente provenienti dalla Grecia. Nei secoli rimarrà l'apprezzamento che ne ebbe il condottiero cartaginese Annibale, che tenne sotto scacco Roma per molti anni, rinvigorendo uomini e cavalli con il vino prodotto nel territorio degli Aprutzi. Il nome di questo vino non ha nessun collegamento con il vino Nobile di Montepulciano e l'omonimìa risulta quindi puramente casuale. Quest'ultimo, infatti, trae origine dalla città in cui viene prodotto, mentre quello abruzzese dal vitigno che ne caratterizza in maniera determinante l'uvaggio. Da più di due secoli va avanti la disputa sulla paternità del nome "Montepulciano", conteso tra gli abruzzesi e i viticoltori di Montepulciano (SI). La confusione fu dovuta alla similitudine di alcune caratteristiche ampelografiche, e la capacità di produrre vini simili, anche se il montepulciano primutico (primaticcio o anche precoce) risultò essere il prugnolo gentile, clone del sangiovese grosso; l'uva degli Abruzzi invece tardiva rispetto a quella toscana, dava vini decisamente più strutturati, longevi e carichi di profumi e colore. La confusione venne a crearsi nella Baronia di Carapelle, tenuta de'Medici in Abruzzo, areale nel quale vennero importate le prime tecniche viticole ed enologiche evolute dalla Toscana in Abruzzo.
Il vitigno Montepulciano è originario della Valle Peligna; notizia confermata da uno scritto dello storico Michele Troia risalente al XVIII secolo, quindi, di molto anteriore rispetto alle vantate origini toscane del vitigno che in questa zona ha subìto delle selezioni e si è adattato facilmente alle variazioni ambientali in seguito al suo diffondersi nei territori vicini e in gran parte della regione Abruzzo. Da diversi archivi risulta anche che alcuni cloni scampati alla devastazione della fine dell'800, vennero reperiti nella Marsica, in vigne ad altezze dove la Fillossera non sopravvisse, probabilmente situate a Gioia dei Marsi, Aielli o San Pelino-Paterno. Attualmente le nuove tecniche viticole ed enologiche consentono di coltivare il Montepulciano ovunque, ma l'areale ottimale, nel quale sembra acclimatarsi in maniera ideale, è la Valle Peligna, tanto che ne cantò anche il poeta latino Ovidio "terra ferax Ceresis multoque feracor uvis" (terra fertile cara a Cerere dea del grano e molto più fertile per l'uva). Dalla vendemmia 2003 alla sottozona "Colline Teramane" è stata concessa la DOCG. Con opportune modifiche al disciplinare di produzione nel 2005, ad altre aree, è stata concessa anche la menzione "Riserva"; alcune IGT sono passate a sottozone DOC, e probabilmente a breve verranno richieste altre DOCG per determinate sottozone.

Il Montepulciano d’Abruzzo doc è uno dei vitigni rossi più prestigiosi, a livello nazionale. Il successo che questo vino sta incontrando, anche all’estero, è sicuramente dovuto alle ottime caratteristiche qualitative di base, ma anche alla ricerca costante della qualità che le numerose aziende vitivinicole abruzzesi, hanno intrapreso negli ultimi venti anni. In un recente passato, la maggior parte del Montepulciano, veniva venduto sfuso in Italia ed all’estero, come ottimo e ricercato vino da taglio. Il successo recente di questo vino, ha reso giustizia e lo ha riproposto come una delle perle enologiche del grande patrimonio vitivinicolo italiano.
Anche l’analisi scientifica di tipo ampelografico, dimostra in modo inoppugnabile, l’origine abruzzese del famoso vitigno.
Il Montepulciano è un vino ricco di corpo, con un colore rosso rubino intenso attutito da riflessi violacei, con tendenza all’arancione se invecchiato. L’odore è vinoso, tenue e gradevole; il sapore è asciutto, morbido, sapido e leggermente tannico. La lunga persistenza gustativa non ha cedimenti, il profumo nel vino di un anno, richiama la mora, la prugna, la marasca, la carruba. Nel vino maturo il profumo diventa etereo, e assume le vesti della rosa, della vaniglia, della liquirizia. In ogni caso il principe dei vini abruzzesi, ha un sapore morbido, con una giusta acidità, che non è mai eccessiva, nel complesso armonico ed imprevedibile.
Il Montepulciano si presta bene all’invecchiamento, che se attuato per almeno due anni in botti di legno, può fregiarsi della menzione ‘riserva". L’elevato contenuto di sostanze polifenoliche, garantisce sicuramente un buon invecchiamento, ed anche una modesta capacità di protezione dell’apparato cardio-circolatorio, come confermato da attendibili ricerche scientifiche. Un vino antico, con una storia gloriosa, sebbene poco conosciuto sino a pochi anni fa dal grande pubblico. Oggi il Montepulciano ha ripreso il suo posto, come vino di razza, ricco di profumi e sapori tutti da scoprire.

Caratteristiche organolettiche
colore: rosso rubino intenso con lievi sfumature violacee, in giovane età. Con l'invecchiamento, in genere oltre i cinque anni. tende a sfumature amaranto e mattone. odore: vinoso, intenso, immediatamente riconducibile alla ciliegia, poi frutti rossi more e liquirizia con l'invecchiamento.
sapore: asciutto, spigoloso da giovane, morbido con l'età, sapido, giustamente tannico.

Abbinamenti consigliati
Il Montepulciano giovane sopporta grigliate di carne suina e ovina. I vini più vecchi sono comunque preferibili con carni rosse, pezzature nobili di bovino o ovino. Ottimo il confronto con formaggi pecorini a stagionatura crescente di pari passo con l'invecchiamento del vino.

Il Trebbiano d’Abruzzo doc
Il Trebbiano d’Abruzzo doc è un vitigno di qualità che produce un vino bianco profumato e corposo.
In Abruzzo sono diverse le aree evocate e principalmente sono da citare le colline del chietino e del teramano. Diverse sono anche le sfumature che il vino assume e che lo rendono poliedrico ed interessante.
L'attenzione posta dai vitivinicultori abruzzesi alla ricerca della qualità con l’applicazione della tecnologia del freddo, ha evidenziato le grandi potenzialità di questo vino, nel passato non sempre espresse compiutamente.
Il Trebbiano ha un colore paglierino, un odore vinoso e gradevole, ma sempre delicatamente profumato. Il sapore è armonico con tendenze che vanno dal vellutato, al sapido ed all’asciutto. Insomma pieno di fragranza e armonia con ottime possibilità di comparire tra i vini di prestigio. Non è un caso se riviste prestigiose hanno indicato uno dei Trebbiani abruzzesi tra i migliori dieci vini bianchi del mondo.
Il Trebbiano è anche un ottimo vino da taglio utilizzato per sostenere ed impreziosire bianchi dalle firme prestigiose.

Il Cerasuolo d’Abruzzo doc
Il Cerasuolo d’Abruzzo doc è una variante del Montepulciano. Si ottiene dalla macerazione breve, solo poche ore, del mosto con le bucce del Montepulciano. Se ne ricava un vino rosso ciliegia più o meno carico, con un odore gradevole, delicato e fruttato. Il sapore è secco, morbido e armonico; in ogni caso delicato e con un esile retrogusto mandorlato. Il Cerasuolo è un vino fresco, vivace e leggero, molto adatto a soddisfare le nuove tendenze del mercato ed il gusto dei giovani.



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